Un maialino

scritto da Fringuello
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Le persone hanno ogni genere di ricordi
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Testo: Un maialino
di Fringuello

 

 

                              Oggi

 

Oggi sembrava una giornata qualunque.

Ma la mattina non avevo voglia di scrivere niente.

Così ho impostato la mia radio, una mono, ho uno stereo di gran qualità ma preferisco questa che ha un suono molto pulito, senza la minima distorsione.

E così, relax, tutta la mattina sulla mia stazione rock preferita, dove non si sprecano in chiacchiere, niente grandi discorsi, rock, il migliore, a manetta.

A pranzo, mi sono saziato come non mi concedevo da tempo.

Poi mi sono detto, mi schiaccio un pisolino … mi sono svegliato poco fa, dopo 11 ore di sonno.

Tutti dormono, per strada non passa una macchina, la notte ha più del solito il suo caratteristico rumore di silenzio.

Io non ho un filo di sonno, però mi faccio un caffè, la giornata per me comincia ora.

Una fetta di pane con marmellata d’arance ed ora, farò, farò qualcosa, tema libero, quel che viene, viene .

Ma prima, la cosa ineludibile, la prima sigaretta del mattino, la migliore.

Ci voleva, a modo mio sono un tossico, e la dipendenza da nicotina non tutti lo sanno, è una fra le più forti.

Fortuna, mi manca quella da gratta e vinci, lo stato ha creato una disperazione diffusa e la gente si finisce di impoverire sperando in un colpo di fortuna, ma io non gioco dove vince solo il banco, se dovesse venirmi la rogna, allora gratterò.
Sembra che la gente abbia capito che l'ascensore sociale si è ormai bloccato e sia stato messo in essere un meccanismo double face, decremento- incremento. 
avete capito già, lo conoscete e probabilmete provato.
Il reddito basso perde il suo potere d'acquisto, quello alto ottiene un aumento esponenziale, parlo della nostra classe dirigente, ma soprattutto del padroni, per questi ultimi si ha un boom, loro stessi ne parlano poco, un pò di vergogna forse, fatto stà che la guida , quella vera del paese è diventata ereditaria, i paperon de paperoni mandano i loro figli nelle migliori scuole, mentre i bassi redditi non sono in grado di pagare delle buone scuole, un pò il welfare a fatica fa passare qualcuno particolarmente dotato e determinato ma poi alla fine non ha le amicizie giuste e come premesso tutto si risolve in un meccanismo ereditario.
Cosa rimane? La disperata speranza nella grande lotteria.
Dopo questa strana premessa scrivo qualcosa...


                                 Qualcosa

C’era un tempo un maialino. Grunf si chiamava, era il mio maialino, ci giocavo alla grande.

Grattare, si la sua beatitudine era soprattutto farsi grattare, energicamente, il maiale ha la cotenna spessa…

Io lasciavo le unghie sufficientemente lunghe da essere efficace in questo frangente.

Avevo pochi anni, e a pochi anni ci si diverte con poco e quindi grattavo e lui era grato.

E quel suo sguardo riconoscente non lo dimenticherò mai, non aveva molti modi di esprimersi, faceva pochi versi, come certi poeti ermetici.

Comunque c’era grande intesa.

Grunf, anche correva, non gli tenevo dietro e poi il cortile era grande e pieno di pozzanghere, il cortile di una casa di campagna non conosce il cemento ma conosce la polvere, l’erba, e il fango.

Era il principio d’autunno.

E c’era tutto il fango che Grunf potesse sognare.

Lui ci si rotolava beato, come era giusto che un maiale facesse. 

Ma non lo lasciavo sporco come a lui sarebbe piaciuto, facevo andare l’idrante che stava in cortile e lui ci stava, ne usciva fuori pulito e lucente , come nuovo.

Il mio piccolo , simpatico, maialino.

Nel nostro piccolo mondo, era una vita tutto sommato felice, la scuola era di là da venire.

Come le feste, Il Natale, capodanno, la befana…

Con i giocattoli, ma io, avevo uno strano presentimento.

Giorno per giorno, Grunf cresceva, i maiali fanno in fretta.

Quel giorno ero andato da una zia, al ritorno poi il maialino non c’era.

Lo abbiamo venduto mi dissero, deve fare la sua vita, come tutti i maiali, si sposerà, avrà famiglia…

L’anno prossimo ti regaliamo un cagnolino.

Due giorni dopo era Natale.

Il pranzo più importante dell’anno per le famiglie contadine.

A tavola c’era di tutto.

Non manca niente, anche quest’anno, disse mia madre.

Fatevi il segno della croce, ringraziamo.

Io vidi la coda di Grunf fare capolino dal vassoio della terza portata.

Con un dubbio atroce chiesi- cosa abbiamo?

Il solito, l’antipasto , i ravioli, l’agnellino arrosto e…il maialino.

Mi si bloccò lo stomaco.

Stò male dissi, non mangio.

Vado in camera mia.

Non scarti i regali?

No, no, ora mi è passata la voglia, assassini, pensavo.

Quel Natale saltai il pranzo.

Non c’era niente da festeggiare, per i funerali non si festeggia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un maialino testo di Fringuello
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